INTERVISTA A SILVIA POZZATO

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OLIT: TRAINING OLISTICO

24 settembre 2013, Sala Corsi

 

Un allenamento che alza il livello della percezione del corpo e che offre benefici concreti a chi lo pratica. Ce ne parla la sua ideatrice, Silvia Pozzato

Basato su quattro principi fondamentali, il controllo del movimento, la fluidità d’esecuzione, il controllo della respirazione e la concentrazione massima, il metodo Olit appare come un’affascinante danza al rallentatore che procura benessere al corpo e alla mente. Una disciplina estremamente performante che trae la sua linfa vitale dalle Arti Maestre come il Tai Chi e il Qi Kung e che nasce alcuni anni fa grazie a Silvia Pozzato, atleta, ballerina e coreografa italiana.

Intervista a Silvia Pozzato

Come nasce Olit e per rispondere a quali esigenze?
“Olit nasce dall’esigenza di superare quelli che io consideravo limiti del Pilates, che insegnavo già più di dieci anni fa. Ballando Afro e avendo un buon rapporto con la percezione del movimento, ho sviluppato una lezione concepita a ritmo di musica e basata sulla circolarità e i movimenti a spirale che sono alla base delle Arti Maestre come il Tai Chi o il Qi Kung. Nel corso del tempo e con tanto studio è nata questa disciplina che rappresenta una contaminazione mai preparata a tavolino ma realizzata attraverso l’istinto dell’atto motorio. A POSTERIORI (ed insisto su questo) sono state esaminate tutte le “citazioni” dallo Yoga, dal Tai Chi, dal Qi Kung e persino dalla Capoeira come sequenze o posizioni naturalmente adottate dal corpo per passare da un movimento a un altro. Questo fa di Olit non un mix di varie discipline ma una presa di coscienza del muoversi secondo natura e in armonia con se stessi, cosa che vari tipi di sport e il Fitness hanno progressivamente ‘contaminato’.

Com’è strutturata una lezione base?
“È una lezione di 50/60 minuti che prevede uno sblocco e un ‘riallineamento’ iniziale con una successiva fase più allenante e una parte centrale dedicata all’esercizio dell’equilibrio puro. Una parte a terra conclude il tutto. Dall’esterno potrebbe sembrare una grande danza eseguita al rallentatore al ritmo di una musica fortemente emotiva. Una ‘danza’ molto energica però: le spinte con le mani e i piegamenti sulle braccia la dicono lunga sul suo aspetto performante. Per questo Olit è amata dagli uomini e soprattutto dagli atleti delle arti marziali”.

Si ricorre all’uso di attrezzi?
“Non si utilizzano attrezzi ma esclusivamente il carico naturale e molto… la Mente”.

Qual è la tua opinione in merito al boom dell’allenamento funzionale di questi ultimi anni? Olit rientra nella grande famiglia degli allenamenti funzionali?
“Negli anni in cui nacque il termine olistico era davvero raro sentirlo pronunciare nel nostro settore e di Olit veramente si potrebbe dire che sia la prima e completa disciplina olistica nata in Italia… Ha subìto infatti immediati tentativi di copia al suo esporsi ufficialmente sui palchi del mondo del fitness! Con alle spalle tanta Medicina Tradizionale Cinese e tanta esperienza sul campo, vanta oggi ben tre tesi di ricerca in ambito medico universitario. Utilizzato come metodo propriocettivo che ha elevato anche giocatori di golf al livello di campioni piuttosto che sollevato individui che hanno sempre combattuto con problemi legati all’autostima o al disequilibrio interiore, Olit è un percorso individuale vincente ed apprezzato oltre che un modo intelligente di allenare il corpo. Negli ultimi anni il boom del funzionale ha sicuramente rivalutato le attività cardiovascolari a carico naturale ma per quel che mi riguarda l’unico allenamento funzionale vantaggioso è quello che porta ad un Benessere della mente, dell’anima e del corpo. Quello fatto non per scaricare tensione, ma per ricaricarsi di energia”.

Olit in Italia
Il Lazio è al momento la sede centrale di sviluppo di Olit (Roma e l’Eschilo 1 rappresentano la sede fissa di Silvia Pozzato tutto l’anno) ma molti istruttori ben certificati si trovano in Lombardia, Piemonte, Umbria, Marche, Abruzzo, Toscana, Emilia Romagna, Liguria, Trentino, Puglia, Sicilia, Sardegna e soprattutto in Veneto, dove il centro “Evolution” (via dell’Artigianato, 32 – Povegliano Veronese) gestito da Viktor Mardesic ed Elisa Bellaria, svolge un ruolo nevralgico per le formazioni di nuove leve.

Intervista a cura della Redazione

Per info: www.olit-trainingolistico.com

Facebook: olit lezioni di benessere

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OLIT: IL TRAINING OLISTICO CHE VA ALL’ORIGINE. INTERVISTA A SILVIA POZZATO

Convocata dal Rimini Wellness 2012, dove salirà sul palco principale come presenter, ideatrice di OLIT, un metodo che ci ha incuriosito alquanto, Silvia Pozzato, è una professionista qualificata e un’inguaribile innamorata del movimento nelle sue forme. Ci siamo confrontate in un dialogo autentico e interessante che vi proponiamo 


Di Elisa Cappelli

Quando ci si trova davanti all’esito di una ricerca personale, se stiamo in silenzio e ascoltiamo bene, sentiamo la curiosità rombante che ha azionato il tutto. La curiosità come fame e spinta. Una volta che si crea, si dispensa e se lo si fa con generosità, senza chiudere il cuore, qualcosa arriva, specie se uno non se lo aspetta. Non se lo aspettava, Silvia Pozzato, che OLIT avesse questo successo. Me lo dice sorpresa che l’hanno chiamata al Rimini Wellness 2012 come presenter sul palco principale. Una sorpresa spontanea.

Quando si ha a che fare con certi ideatori di questo o quel nuovo metodo mutuato da questa o quella disciplina, può accadere che non sia tanto facile ricavarne un dialogo semplice, spontaneo. Trovi bellimbusti arroccati sui muscoli o barbies con le unghie belle affilate su certificazioni.

Con Silvia Pozzato invece l’intervista si è trasformata in una cena conversante e sincera. Ringraziamenti e reazioni di chi segue il suo metodo me li avrebbe letti uno a uno, se avessimo avuto più tempo. Ci sono persone, e iniziano a essere numerose, nelle cui vite ha portato una fetta di benessere; mi ringraziano tanto, mi dice, emozionata, e si vede che lo è.

Silvia Pozzato e gli ingredienti di cui è fatto OLIT

La preparazione di Silvia sul Pilates è tangibile e alta, non a caso è certificata secondo il metodo Anna Cris Pinheiro Villaca – Euro Education. Ha conseguito certificazioni e specializzazioni in danze etniche e nazionali (afro con percussionista, irlandese, country, flamenco, latino). Quando mi parla del ritmo afro, dello “stile di vita afro” (se così vogliamo semplificarlo banalizzandolo) afro, c’è qualcosa che le scalda la voce, si sente. Quando torna a parlare del Pilates c’è il tono onesto di una professionista che ne riconosce l’efficacia. E senti già una fusione inevitabile. La danza la abita. E’ stata coreografa presso la società NEL BLU di Federica e Max Laudadio (Programma televisivo LE IENE). Fra le altre certificazioni possedute: Striding (Fausto Cherubini), Walking exercise (Nazareno Marongiu – C.O.N.I.), Slow Fit (Fausto di Giulio – F.I.F.).

E’ laureata in Lettere e Filosofia presso l’Università di Torino e il sapere assorbito emerge spesso e volentieri. Trapela anche la sensibilità mista alla forza di chi ha conseguito l’abilitazione al soccorso d’emergenza e al soccorso avanzato nel corpo della C.R.I. (Croce Rossa Italiana) e ha svolto servizio in sede e in ambulanza d’urgenza con medici e infermieri.

Ci sono tanti ingredienti, sfumature; tanta ricchezza da cui si è originato un metodo che oggi chiamiamo OLIT.

Come nasce OLIT?

La “gestazione” del metodo OLIT dura diversi anni; il processo inizia quasi dieci fa, quando Silvia dà lezioni che includono le conoscenze acquisite e che piano piano si colorano di un intento che prende forme sempre più nette: l’obiettivo della ricerca è un movimento originario, la quête di un gesto originario che avesse per complici controllo di movimento e respirazione, fluidità d’esecuzione e massima concentrazione. 

Le sue lezioni assumono con il tempo sfumature sempre più nette e personali, arrivano in quella zona interessante a partire dalla quale è difficile definire ciò che si fa perché si entra nella dimensione della novità pura. Le persone che la seguono iniziano a trarre beneficio da ciò che riescono a racchiudere solo nella definizione: “la lezione di Silvia”.

C’è un sistema. C’è uno studio lungo con un’intuizione alla base. Ci vuole un nome. La aiuta moltissimo in questo processo Andrea Pons. Insieme a lui, preparatore atletico di alto livello, innamorato della fisioterapia, ora aspirante naturopata, Silvia struttura un vero e proprio manuale, quello che sarebbe poi diventato il manuale ad uso degli aspiranti istruttori del Metodo OLIT. A contribuire alla strutturazione del training olistico arriva anche la Dott.ssa in psichiatria Anna Saito, che approva la validità del metodo. OLIT ottiene la certificazione C.O.N.I., oltre al riconoscimento dell’A.S.I. (Alleanza Sportiva Italiana Discipline Bio-naturali e Discipline olistiche per la salute); si rivela un programma d’allenamento funzionale agli sportivi di varie discipline: i golfisti ne traggono beneficio a livello di attenzione e di concentrazione, migliorano notevolmente il proprio gesto atletico. Ne beneficiano anche i professionisti del mondo del fitness, i danzatori e gli atleti in generale.

Al cuore pulsante di OLIT

Sì, ma come si svolge una lezione del training olistico? Trovate dei video nel sito di OLIT, potrete farvi un’idea. L’addominale è forte, le transizioni sono importanti, l’allungamento è dinamico, la mente sintonizzata in quella zona che molti chiamano zona alfa, la stessa della meditazione zen. Si scorgono asanas e tecniche yoga da cui lo stesso Joseph H. Pilates “sgraffignò” diversi elementi: per dire, si esegue un Adho Mukha Svanasana (Posizione del Cane con la testa in giù) che viene vissuta per diversi respiri, mentre le pelvi si muovono all’indietro e aspirano verso l’alto; la posizione si muove poi fluida verso un ritorno dolce e consapevole.

Il metodo OLIT prevede movimenti eseguiti con musica. Non è un caso se, a serata inoltrata, dopo la nostra intervista, Silvia va a provare con il suo deejay e questo la dice lunga sulla passione che si mette in quel che si fa. Adoro la musica classica, dice con un’intensità diversa per sapore ma vera come quando, pochi minuti prima, mi parlava del ritmo afro. O, qualche istante dopo, di Keith Jarreth, per dire.

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LA VOCE DEL GOLF

I movimenti sono lenti e misurati, la luce è soffusa. Senza scarpe, gli allievi ascoltano una musica rilassante ma ritmata. L’istruttrice, con garbo e fermezza corregge la postura di uno, aiuta nell’esecuzione di una forma un altro.

Stiamo assistendo alla nostra prima lezione di Olit, e scopriamo che non si tratta “solo” di uno sport, ma di un’attività olistico-propriocettivo-posturale che segue le battute musicali e che insegna ad educare il proprio corpo e a vivere meglio.

Nato come allenamento di complemento al golf, l’Olit – sviluppato da Silvia Pozzato e Andrea Pons, con il sostegno della dottoressa Anna Saito, appassionata di golf e membro della commissione sportiva di uno dei maggiori campi di Roma – è una disciplina adatta a tutti proprio perché adattabile alle varie esigenze: è un ottimo mezzo per mantenere il corpo agile ed in buona salute sia a livello esteriore che interiore e aiuta a risolvere i problemi di schiena ed i disequilibri posturali generalmente derivati da una vita sedentaria e da ore di lavoro in posizioni statiche e scorrette.

Finita la lezione incontriamo l’istruttrice, Silvia Pozzato, atleta e preparatrice atletica, personal trainer, ginnasta, ballerina e coreografa torinese.

Perchè seguire un corso di Olit?

Partecipare ad una classe di Olit è una scelta nettamente migliore rispetto a quella di “tuffarsi” in vari corsi ad alta intensità nelle sale fitness o negli estenuanti allenamenti in sala pesi, dato che la struttura di una persona sedentaria solitamente non è pronta a sopportare un tipo di stress alto. Con Olit si migliorano la percezione del proprio corpo e la respirazione, si tonificano i muscoli e si impara a rilassarli.

Quali risultati generali si possono raggiungere con questa disciplina?

In ogni momento della lezione sentiremo il pieno controllo di tutti i segmenti del nostro corpo, senza lasciare alcun movimento al caso; tutti i movimenti andranno eseguiti con fluidità, specialmente dove ci sono delle retrazioni muscolari ed il movimento non risulta buono. Fluidità equivale ad armonia: più il nostro “muoverci” sarà fluido tanto più le linee del nostro fisico saranno armoniose. Anche il controllo del respiro è di basilare importanza per rendere il metodo realmente efficace.Se si lavorerà nel modo corretto si raggiungeranno risultati incredibili: con la mente concentrata sui movimenti inconsciamente faremo una meditazione attiva che ci permetterà di “staccare la spina” dalla realtà, riducendo ansia e stress.

E nel golf, cosa aiuta a migliorare?

Migliorando la postura, il respiro e l’energia generale del giocatore, Olit consente di migliorare in tutte le discipline sportive. In uno sport come il golf dove la concentrazione e la perfetta esecuzione di movimenti sono così importanti, Olit raggiunge i suoi massimi risultati, ad esempio nello swing. C’è un esercizio, chiamato “l’Orologio”, che, grazie ad un movimento rallentato, stimola al massimo la percezione del “corretto swing”. È importante eseguire l’esercizio da ambo i lati.

Il movimento inizia dalla stazione eretta, gambe più larghe delle spalle, ginocchia leggermente flesse (in modo da avere una buona stabilità) e mani con i palmi uniti all’altezza dell’ombelico.

Con una torsione del tronco ai portano le mani con la traiettoria più ampia possibile vicino all’orecchio mantenendo lo sguardo perpendicolare alle spalle. Il movimento di ritorno è nuovamente da eseguire con una traiettoria più ampia possibile, portando con fluidità le braccia fino all’altro lato e lo sguardo questa volta va a “seguire la pallina”. Come in orologio, posso eseguire il movimento dalle “ore” 11 all’1, oppure dalle 10 alle 2 oppure dalle 9 alle 3…